Desde Barcelona http://desdebarcelona.lacoctelera.net Construyendo puentes culturales con mis apuntes sobre Barcelona, música, viajes y otras pequeñas historias. <IMG id=img_0 height=120 src="http://www.lacoctelera.com/myfiles/desdebarcelona/Desde-Barcelona.jpg" width=670> es-es Cultura barcelona http://s3.amazonaws.com/lcp/desdebarcelona/f/3b52e3edef250cfc18ebe30738a50e64.jpg Desde Barcelona http://desdebarcelona.lacoctelera.net the-shaker v0.1. More on http://www.the-shaker.com Escenarios vaticanos con salsa de Guccini http://desdebarcelona.lacoctelera.net/post/2009/07/10/escenarios-vaticanos-con-salsa-guccini 2009-07-10T23:36:05+00:00 Un paseo por el Vaticano con algunas estampas que hablan de arte y de religión, las intrigas quedan ocultas que para eso son intrigas.
En esta ocasión sólo aporto mi visión fotográfica como "turista" en el Vaticano, un escenario majestuoso y ostentoso a partes iguales, artísticamente inmenso, no añadiré nada más.
En cambio dice mucho la voz del cantautor Francesco Guccini (Módena, 1940) en un par de sus canciones que comparto aquí, Guccini es uno de los autores de la canzone italiana más reconocidos y una gran figura de la cultura de Italia.
La primera de las canciones que traigo es más autobiográfica y la segunda especialmente irónica y humorística, son los temas Addio grabado en su disco Stagioni (2000) y La Genesi de su disco Opera buffa (1973), letra y música de Francesco Guccini.

 

ADDIO
Nell'anno '99 di nostra vita
io, Francesco Guccini, eterno studente
perché la materia di studio sarebbe infinita
e soprattutto perché so di non sapere niente,
io, chierico vagante, bandito di strada,
io, non artista, solo piccolo baccelliere,
perché, per colpa d'altri, vada come vada,
a volte mi vergogno di fare il mio mestiere,

io dico addio a tutte le vostre cazzate infinite,
riflettori e paillettes delle televisioni,
alle urla scomposte di politicanti professionisti,
a quelle vostre glorie vuote da coglioni...

E dico addio al mondo inventato del villaggio globale,
alle diete per mantenersi in forma smagliante
a chi parla sempre di un futuro trionfale
e ad ogni impresa di questo secolo trionfante,
alle magie di moda delle religioni orientali
che da noi nascondono soltanto vuoti di pensiero,
ai personaggi cicaleggianti dei talk-show
che squittiscono ad ogni ora un nuovo "vero"
alle futilità pettegole sui calciatori miliardari,
alle loro modelle senza umanità
alle sempiterne belle in gara sui calendari,
a chi dimentica o ignora l'umiltà...

Io, figlio d'una casalinga e di un impiegato,
cresciuto fra i saggi ignoranti di montagna
che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia,
io, tirato su a castagne ed ad erba spagna,
io, sempre un momento fa campagnolo inurbato,
due soldi d'elementari ed uno d'università,
ma sempre il pensiero a quel paese mai scordato
dove ritrovo anche oggi quattro soldi di civiltà...

Io dico addio a chi si nasconde con protervia dietro a un dito,
a chi non sceglie, non prende parte, non si sbilancia
o sceglie a caso per i tiramenti del momento
curando però sempre di riempirsi la pancia
e dico addio alle commedie tragiche dei sepolcri imbiancati,
ai ceroni ed ai parrucchini per signore,
alle lampade e tinture degli eterni non invecchiati,
al mondo fatto di ruffiani e di puttane a ore,
a chi si dichiara di sinistra e democratico
però è amico di tutti perché non si sa mai,
e poi anche chi è di destra ha i suoi pregi e gli è simpatico
ed è anche fondamentalista per evitare guai
a questo orizzonte di affaristi e d'imbroglioni
fatto di nebbia, pieno di sembrare,
ricolmo di nani, ballerine e canzoni,
di lotterie, l'unica fede il cui sperare...

Nell'anno '99 di nostra vita
io, giullare da niente, ma indignato,
anch'io qui canto con parola sfinita,
con un ruggito che diventa belato,
ma a te dedico queste parole da poco
che sottendono solo un vizio antico
sperando però che tu non le prenda come un gioco,
tu, ipocrita uditore, mio simile...
mio amico...

 

 

 

LA GENESI 
[parlato]
Una canzone molto più... più seria e più impegnata, oserei dire impegnatissima, una canzone che mi è stata ispirata, a me succede poche volte, però questa canzone mi è stata ispirata direttamente dall'alto. Ero lì, nel mio candido lettino... e ho sentito una voce che diceva "Francesco", dico "socc..., chi è?"... dico "eh?", diceeeeee "svegliati sono il tuo Dio." E allora così, in questo modo sollecitato, ho pensato di, di... fare un'opera musicale colossale e mettere in musica l'Antico Testamento. Per ora sono riuscito a fare soltanto la Genesi... che è la vera storia della creazione del mondo...

Per capire la nostra storia bisogna farsi ad un tempo remoto:
c'era un vecchio con la barba bianca, lui, la sua barba, ed il resto era vuoto.
Voi capirete che in tale frangente quel vecchio solo lassù si annoiava,
si aggiunga a questo che, inspiegabilmente, nessuno aveva la T.V. inventata...

Beh, poco male, pensò il vecchio un giorno, a questo affare ci penserò io:
sembra impossibil, ma in roba del genere, modestia a parte, ci so far da Dio!
"Dixit", ma poi toccò un filo scoperto, prese la scossa, ci fu un gran boato:
come T.V. non valeva un bel niente, ma l'Universo era stato creato...

Come son bravo che, a tempo perso, ti ho creato l'Universo!
Non mi sembra per niente male, sono davvero un tipo geniale!
"Zitto, Lucifero, non disturbare, non stare sempre qui a criticare!
Beh sì, lo ammetto, sarà un po' buio, ma non dir più che non si vede un tubo!"

[parlato]
"Che sono parolacce che non sopporto!", disse il vecchio a Lucifero. "E poi se c'è una cosa e un'altra che non posso sopportare sono i criticoni: fattelo te l'Universo se sei capace! Che me at dig un quel... disse il ve..." Era d'antica origine modenese da parte di madre il ve... "Io parlo chiaro: pane al pane, vino al vino, anzi vin santo al vin santo. Sono buono e bravo, ma se mi prendono i cinque secoli me at sbat a l'inferen, com'è vero Dio!"

Ma poi volando sull'acqua stagnante e sopra i mari di quell'Universo,
mentre pensava se stesso pensante in mezzo a quel buio si sentì un po' perso.
Sbattè le gambe su un mucchio di ghiaia dopo una tragica caduta in mare,
quando andò a sbattere sull'Himalaya il colpo gli fece persino un po' male...

Fece crollare anche un gran continente soltanto urtandolo un poco col piede:
si consolò che non c'era ancor gente e che non gli era venuto poi bene.
Ma quando il buio gli fece impressione, disse, facendosi in viso un po' truce:
"diavol d'un angelo, avevi ragione! Si chiami l'Enel, sia fatta la luce!"

Commutatori, trasformatori, dighe idroelettriche e isolatori,
turbine, dinamo e transistori per mille impianti di riflettori,
albe ed aurore fin boreali, giorni e tramonti fin tropicali.
"Fate mo' bene che non bado a spese, tanto ho lo sconto alla fine del mese..."

[parlato]
"Te Lucifero non ti devi interessare come faccio ad avere io lo sconto alla fine del mese. Ma cosa vuol dire corruzione, una mano lava l'altra, come si dice; vuoi che uno nella mia posizione non conosca nessuno? Però intanto, ragazzi, andateci piano perchè la bolletta la portano a me. M'avete lasciato accesa la luce al polo sei mesi, sei mesi, no, sei mesi! Grazie, c'era freddo, i surgelati li debbo pur tenere da qualche parte! Adesso la tenete spenta sei mesi come... e poi quei ragazzi lì, come si chiamano quei ragazzini che vanno in giro con quella cosa? Aureola si chiama? No no, am pies menga, no no no, ragazzi quelle cose li, io vi invento il peccato di superbia e vi frego tutti eh, adesso ve lo dico, bisogna guadagnarsele... voi a parte il fatto che non mi adorate abbastanza... no no no Lucifero, è inutile che tu mi chiedi scusa: adorare significa non dovere mai dire "mi dispiace!" Tientelo in mente... Voi, ecco, io vi do ogni dieci atti di adorazione vi do un buono, ogni dieci buoni voi mandate la cartolina che il 6 gennaio... che poi ci ho tutta un'altra idea in testa per la... facciamo Aureolissima che è una festa che mi sembra molto bella. Piuttosto Lucifero, non sgamare, vieni qua ragazzo... Com' è, mi hanno detto che hai stampato un libro... Il Libretto Rosso dei Pensieri di... oh, bella roba il libretto rosso dei pensieri di Lucifero! Ragazzi mi piace... ma cosa vuol dire di sinistra, di sinistra... non sono un socialdemocratico anch' io avanti al centro contro gli opposti estremismi! ...eh ma, ...no no no, non ci siamo mica qua: se c' è uno che può pensare anzitutto sono io... e non tirare mica in ballo mio figlio, quel capellone, con tutti i sacrifici che ho fatto... per me lui lì finisce male... ah me, me a tal deg... finisce male. E attento che te e lui, io ho delle soluzioni per voi che non vi piaceranno, per Dio! E non guardarmi male che qui dentro "per Dio" lo dico come e quando mi pare!"

Ma fatta la luce ci vide più chiaro: là nello spazio girava una palla.
Restò pensoso e gli parve un po' strano, ma scosse il capo: chi non fa non falla.
Rise Lucifero stringendo l'occhio quando lui e gli angeli furon da soli:
"Guarda che roba! Si vede che è vecchio: l'ha fatto tutto schiacciato sui poli!"

Per riempire 'sto bell'ambiente voglio metterci tante piante.
"Forza, Lucifero, datti da fare, ordina semi, concime e trattore,
voglio un giardino senza uguali, voglio riempirlo con degli animali!
Ma cosa fa 'sto cane che ho appena creato? Boia d'un Giuda, m'ha morsicato!

[parlato]
"Piuttosto fallo vedere da un veterinario, che non vorrei aver creato anche la rabbia, già così...cos'è che non ho creato? Lo sapevo: l'uomo non ho creato! Grazie, mi fate sempre fare tutto a me, mi tocca sempre fare! Qua se non ci sono io che penso a tutto.. va beh, nessuno è perfetto... sì, lo so che sono l'Essere Perfettissimo Creatore e Signore. Grazie! Adesso ti trasformo in serpente così impari, striscia mo'lì! Viuscia via!"
E portarono al vecchio quello che c' era rimasto... c'era un po' di formaggio e due scatolette di Simmenthal, cioè lui li mise assieme e poi...

Prese un poco di argilla rossa, fece la carne, fece le ossa, ci sputò sopra, ci fu un gran tuono ed è in quel modo che è nato l'uomo...

[parlato]
Era un venerdì 13 dell'anno zero del Paradiso!

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Roma, ho capito che ti amo http://desdebarcelona.lacoctelera.net/post/2009/07/07/roma-ho-capito-che-ti-amo 2009-07-07T18:33:32+00:00 De Roma y sus pequeñas cosas el viajero se enamora con una asombrosa facilidad, casi al vuelo, Roma todo lo da en el encuentro, no hay que hacer ningún esfuerzo, simplemente dejándose llevar por su encanto, por tantos detalles, tantos que no es difícil expresarle al instante un sincero afecto: Roma, ho capito che ti amo.

Y nada mejor que algunas fotos en detalle de algunos de esos encantos de ciudad antigua y el disfrute del tema amoroso Ho capito che ti amo del gran cantautor Luigi Tenco en la deliciosa voz de la joven cantante y actriz Mascia Foschi a ritmo de tango argentino, género que le llega al alma a la cantante italiana y que interpreta seductoramente en buena parte de sus espectáculos hasta la actualidad.       

MIS FOTOS DE ROMA EN ESTE ARTÍCULO: Algunos de los rincones de la ciudad de Roma que cito en mi texto Canción romana, como la Fontana delle Tartarughe de la Piazza Mattei, la calle de anticuarios Via dei Coronari que luce al sol en la foto anterior, la terraza del clásico Caffè della Pace situada en la Via della Pace, 3 junto a la iglesia de Santa Maria della Pace y cerca de la bella Piazza Navona.
También aparecen en las fotos aunque no en mi canción el Panteón de Agripa que abre el artículo con la luz del sol penetrando en su interior por el orificio central de su inmensa cúpula, también podemos ver la fachada principal del Panteón en el marco de la Piazza della Rotonda, o el obelisco egipcio de l´Elefantino en la Piazza della Minerva, la estampa del Ponte Vittorio Emanuele II sobre el río Tíber ante la colina mirador del Gianicolo, o el primer café que aparece adormecido en una esquina de la Piazza Farnese.  Bellos detalles de la vieja Roma y una bellísima voz, la de Mascia Foschi.   

Mascia Foschi (Forlì - Cesena, 1974) es actriz y cantante, debuta en los escenarios italianos como actriz protagonista en 2003, en el Teatro Filodrammatici de Milano con el espectáculo "Tango Mujer" en el que recita poemas de Jorge Luis Borges, canta en español e italiano una selección de tangos y el repertorio de canciones del binomio Piazzolla-Ferrer, mostrándose como  intérprete revelación en el panorama del teatro musical Italiano. 

En 2006 estrena su nuevo espectáculo "Tenco a tempo di tango", donde Mascia Foschi es la intérprete principal junto a Adolfo Margiotta, canta temas del cantautor Luigi Tenco con arreglos en tempo de tango argentino de Alessandro Nidi. Tras presentarse en el 40° Festival Teatrale di Borgio Verezzi y en gira por diferentes escenarios en 2006-2007, el espectáculo recala durante dos semanas en el Teatro Parioli de Roma. "Tenco a tempo di tango" fue presentado en el Festival de Ravello en julio de 2007, así como en el Teatro Ateneo de Buenos Aires. Un musical escrito por Carlo Lucarelli intrigado por ese viaje "del que muy pocos estaban enterados y en el que no pasó nada extraordinario, cosa que me permitió inventar todas las situaciones" y dirigido por Gigi Dall'Aglio.

La editorial Fandango Libri ha publicado el libro con el CD de la banda sonora dedicada a Tenco. La trama de la obra se basa en los diez días que pasó Luigi Tenco en Buenos Aires, trece meses antes de suicidarse, Tenco había ido a Buenos Aires contratado para cantar en vivo y en directo su éxito "Ho capito che ti amo", en el último capítulo de una telenovela de la que era el leitmotiv. La pieza habla del encuentro entre una cantante de tangos, amiga de Tenco, y un policía de Sanremo que investiga el suicidio del cantante, interpretados por Mascia Foschi y Adolfo Margiotta. Varias canciones de Luigi Tenco forman parte de esta comedia musical que su autor prefiere definir como "teatro cantado".

En 2007 Foschi es la protagonista única del espectáculo "Yo te canto poeta" que se estrena en el Festival della Poesia di Genova, y también  en el Festival Internazionale della Poesia di Parma donde canta en español e italiano a los poetas hispanoamericanos Alfonsina Storni, Antonio Machado, Pablo Neruda y Mario Benedetti.

Su pasión por el tango la lleva en octubre de ese año en Castelfranco Veneto, en el Teatro Accademico, a protagonizar un concierto dedicado a Astor Piazzolla con la Orchestra Filarmonica de Arad dirigida por el maestro Roberto Salvalaio, al que seguirá durante 2008 una estrecha colaboración con la Orchestra Filarmonica Toscanini de Parma dirigida por el maesro Alessandro Nidi para una serie de conciertos dedicados a la obra de Piazzolla. Finalmente junto al maestro Alessandro Nidi lleva a cabo un nuevo proyecto musical llamado "Tango Swing" debutando en Parma en noviembre de 2007.

En marzo de  2009 estrena en Parma el espectáculo que lleva por título: "Bolero - solo canzoni d´amore", interpretando temas como Bésame mucho, Cu Cu Ru Cu Cu Paloma, Fina estampa, Granada  y en homenaje al poeta Pablo Neruda su Poema XX, con Alessandro Nidi al piano, "Django" a la guitarra y Sebastiano Nidi en percusiones.

A lo largo de su trayectoria ha tenido diferentes experiencias artísticas también en el mundo televisivo, colaborando con Telelombardia y TVParma como actriz y presentadora, así como intérprete en el programa de Rai 3 "Milonga Station" de Carlo Lucarelli. Para Radio Parma ha participado durante dos años el programa "Good Vibration" en el que recitaba poesía. 

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Podria ser el moment http://desdebarcelona.lacoctelera.net/post/2009/07/05/podria-ser-moment 2009-07-05T23:10:42+00:00

Podria ser el moment

Seduïts en la ciutat encesa sovint
Cerquem el goig d'innocents plaers
Tan petits que volen com uns ulls d'infant
Perduts a la tarda per carrers d'aigua.

Si tant et plau
La vida, si la vols
Tant com m'estimes
Podria ser un bon moment
Per a fer una festeta,
Ballar i cantar, sentir,
Les flors a les finestres,
Portes obertes al vol,
Nits d'amor sobiranes,
Nova vida sense dol.

Com quan a les palpentes obres 
El finestral de la nit i canta
per a nosaltres aquell rossinyol,
Són tranquils remors de matinada.
Tenim el llit sense desfer encara.

I en el nostre bocí de cel, univers nostre,
El cant més dolç calma les teves penes,
també les meves, després t'adorms
Amb la més bella melodia, detall de l'aire,
és el mateix cel on hores més tard 
oceans d'orenetes i falciots
Volaran només per a nosaltres.

Abans que el no res ja per sempre
Esborri l'equilibri lleu i les paraules dites,
Abans que es trenquin els dies com gotetes,
Desfet l'encaix del teu cos en el meu,
Abans que s'estengui la gelada de la nit
En les teves mans infinites i en les meves, abans,
Em vull sentir un cop més humil captiu
De la teva bellesa tan sovint humida,
Vull acaronar i no oblidar mai la teva llum.

Ara ja sé que t'importa
La vida i que la vols
Tant com m'estimes,
Podria ser el moment
Per a fer una festeta,
Ballar i cantar, sentir,
Les flors a les finestres,
Portes obertes al vol,
Nits d'amor sobiranes,
Nova vida sense dol.

© Carlos Gracia Escarp
(texto y foto de atardecer desde un avión)

Traducción del texto al castellano:
Podría ser el momento
Seducidos en la ciudad encendida a menudo buscamos el goce de inocentes placeres tan pequeños que vuelan como unos ojos de niño perdidos en la tarde por calles de agua.
Si tanto te gusta la vida, si la quieres tanto como me quieres podría ser un buen momento para celebrarla, bailar y cantar, sentir, las flores en las ventanas, puertas abiertas al vuelo, noches de amor soberanas, nueva vida sin duelo.
Como cuando a tientas abres el ventanal de la noche y canta para nosotros aquel ruiseñor, son tranquilos murmullos de madrugada. Tenemos la cama por deshacer todavía.
Y en nuestro pedazo de cielo, nuestro universo, el canto más dulce calma tus penas, también las mías, después te adormeces con la más bella melodía, detalle del aire, es el mismo en el que horas más tarde océanos de golondrinas y vencejos volarán sólo para nosotros.
Antes que la nada ya por siempre borre el equilibrio leve y las palabras dichas, antes que se rompan los días como gotitas, deshecho el encaje de tu cuerpo en el mío, antes que se extienda la helada de la noche en tus manos infinitas y en las mías, antes, quiero sentirme una vez más humilde cautivo de tu belleza tan a menudo húmeda, quiero acariciar y no olvidar nunca tu luz.
Ahora ya sé que te importa la vida y que la quieres tanto como me quieres, podría ser el momento para celebrarla, bailar y cantar, sentir, las flores en las ventanas, puertas abiertas al vuelo, noches de amor soberanas, nueva vida sin duelo.  

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El Campidoglio - Apuntes capitolinos http://desdebarcelona.lacoctelera.net/post/2009/07/02/el-campidoglio-apuntes-capitolinos 2009-07-02T19:21:18+00:00

Abriendo el artículo de mis apuntes capitolinos un imagen de la Loba Capitolina, bronce etrusco del siglo V a.C., los dos gemelos Rómulo y Remo fueron agregados en el cuatrocientos por Antonio del Pollaiolo, la escultura es la estrella de los Museos Capitolinos y símbolo de Roma.

El Campidoglio o Capitolio es una de la siete míticas colinas romanas y núcleo fundacional histórico de la ciudad, un escenario imprescindible en la visita a Roma

Todavía hoy el ayuntamiento de la ciudad se encuenta en el Palazzo Senatorio de la Piazza del Campidoglio, a la cual se accede desde la Piazza d´Aracoeli por una espectacular rampa o cordonata muy teatral diseñada por el gran Miguel Ángel, flanqueada al llegar a la plaza por las estatuas de Cástor y Pólux. El Palazzo Senatorio y los imprescindibles Museos Capitolinos a ambos lados son el marco ideal de esta plaza que preside una copia de la estatua ecuestre del emperador Marco Aurelio, la original se encuentra en el interior del museo para su conservación climatizada. 

En mi tercera visita a Roma -de sólo tres días- escogí como museo a visitar los Museos Capitolinos, evito la inútil saturación museística en tan corto espacio de tiempo. Ya había visitado los Museos Capitolinos hace muchos años, pero me encantó volver a recorrer sus renovadas instalaciones ampliadas, además los visité sin mucho público, nada que ver con mi anterior visita a los Museos Vaticanos, donde creo que hice la cola de espera más larga de mi vida, aunque es otro museo imprescindible para los amantes del arte.  Otra razón para visitar los Capitolinos por segunda vez era disfrutar de la exposición temporal dedicada al inmenso pintor renacentista Fra Angelico.

Además de la muestra única de sus joyas artísticas, el museo tiene el aliciente de ser un magnífico mirador por los cuatro costados desde las ventanas y terrazas que tienen los edificios que albergan las colecciones de escultura clásica, restos arqueológicos y una rica pinacoteca. Un museo que se asoma a Roma por doquier, con vistas únicas al recinto central del Foro romano, a la plaza del Campidoglio desde los balcones centrales, pasamos por un pasaje subterráneo de un lado de la plaza al otro (del Palazzo dei Conservatori al Palazzo Nuovo) dentro del museo sin casi darnos cuenta mientras admiramos sus colecciones artísticas, también desde sus ventanas en el recorrido disfrutamos de vistas maravillosas del perfil de Roma y de sus cúpulas repartidas por el horizonte de la ciudad eterna, finalmente vistas espectaculares desde la amplia terraza de su cafetería.  

Al salir, según por donde dejemos la plaza del Campidoglio podemos olvidar algún rincón oculto por explorar: a un lado del Palazzo Senatorio hay un magnífico mirador sobre el foro si no hemos entrado en los Museos Capitolinos, por el lado del Palazzo Senatorio que da a la reproducción de la loba capitolina veremos la escalinata que nos lleva directos a la mole blanca del monumento Vittoriano en honor al rey Vittorio Emanuele II, al museo adjunto y cafetería-mirador, se trata de un inmenso edificio construido sobre parte del foro en el siglo XX con su fachada mirando a las céntricas Piazza de Venezia y la Via del Corso, corazón romano. 

Otro tesoro escondido es una iglesia, por un pasaje anexo a la parte posterior del monumeto llegamos a la entrada de la iglesia de Santa Maria de Aracoeli con interesante decoración artística, su humilde fachada preside otra escalinata que lleva al inicio del recorrido comentado en Piazza D´Aracoeli, o desde la plaza en dirección foros llegaremos hasta la Via de los Foros Imperiales donde se encuentra el acceso para entrar en el recinto oficial del foro romano que llega hasta el Monte Palatino y el Coliseo. 
     
En las diferentes fotos que incluyo reconoceréis detalles del recorrido descrito en estos parciales y personales apuntes capitolinos. 

       

 

 

Quería incluir una canción relacionada con la ciudad, y abrimos el artículo con La Roma che conosco, un tema grabado en 2006 por el joven cantautor Marco Conidi (Roma 1966) en su disco Mai soli mai. Conidi grabó el tema acompañado por los jugadores de fútbol de la AD Roma: Totti, De Rossi, Aquilani y Curci, un simpático homenaje a la ciudad de Roma, con un guiño al clásico tema Roma nun fa' la stupida stasera.

Roma nun fa' la stupida stasera, canción que cierra el artículo, compuesta por Pietro Garinei (Trieste 1919-Roma 2006) y Sandro Giovannini (Roma 1915-1977) sobre música de Armando Trovajoli (Roma 1917), interpretada por primera vez en 1961 por Nino Manfredi y Ornella Vanoni. Una canción que entre otros han cantado cantantes tan populares como los romanos Claudio Villa (Roma 1926-Padova 1987) y  Lando Fiorini (Roma 1938), o el turinés Renato Rascel (Torino 1912-Roma 1991) quien la popularizó en su voz y autor de la música de la famosa Arrivederci Roma, también con texto de Garinei y Giovannini. 
Roma nun fa' la stupida stasera fue interpretada además a dúo por Mina Mazzini y Nino Manfredi, así como por Bobby Solo y la cantante de bossa jazz Lisa Ono, o en directos por Segio Cammariere, Fabrizio Bosso y Bruno Marcozzi en versión instrumental, o también por el brasileño Toquinho o el napolitano Gigi d´Alessio.

Dejo por aquí dos versiones muy clásicas de los años 60, las de Claudio Villa y la de Renato Rascel, así se ve mejor la referencia al tema de Marco Conidi.   

 

 

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Tres bellas: Dos Ornellas y la Piazza Navona http://desdebarcelona.lacoctelera.net/post/2009/06/28/tres-bellas-dos-ornellas-y-piazza-navona 2009-06-28T20:56:11+00:00

No me encuentro -por azar- con la actriz romana Ornella Muti en plena Piazza Navona todos los días, así que el artículo de hoy es una muestra de belleza sumada a más belleza, la bellísima Ornella Muti en el bello escenario de la Piazza Navona de Roma, con imágenes de la plaza barroca tomadas en diversas horas del día gracias a que me alojé muy cerca, fotos protagonizadas principalmente por sus tres monumentales fuentes y sus cuidadas fachadas en colores tierra.

Y acompaño ambas bellezas con la voz igualmente bella de la gran Ornella Vanoni interpretando el tema La musica è finita compuesto en 1967 por Umberto Bindi y Franco Califano, y grabado ya en ese año por la intérprete milanesa, quien posteriormente lo incluyó en varios de sus discos cantándolo junto a Gino Paoli o Gianni Morandi. 

De esta fusión artística y temporal nace el título de hoy : Tres bellas, dos Ornellas y una plaza bellísimas. 

Las fotos de la plaza y las de Ornella Muti son propias. 

 La actriz romana Ornella Muti en dos instantáneas que tomé en la Piazza Navona de Roma.

La Piazza Navona es una de las plazas más bellas del mundo, tiene la singular forma ovalada de un antiguo estadio, el Stadium de Domiciano. Fue definida como plaza en los últimos años del siglo XV, pertenece a la etapa barroca romana. 

En el centro de la plaza encontramos la Fuente de los Cuatro Ríos (Fontana dei Quattro Fiumi), obra de Gian Lorenzo Bernini en 1651; representa los cuatro grandes rios del mundo conocido por entonces. La plaza Navona contiene otras dos fuentes esculpidas por Giacomo della Porta - la Fontana di Nettuno (1574), ubicada en la zona norte de la plaza Navona, y la Fontana del Moro (1576), ubicada en el extremo sur.

Obra de Francesco Borromini y Girolamo Rainaldi es la iglesia de Sant'Agnese in Agone, construida en el lugar donde, según la tradición, la virgen desnudada por el martirio, fue envuelta por los bellísimos cabellos que crecieron milagrosamente.  La gran rivalidad artística y personal entre Bernini y Borromini hizo que una de las figuras de la fuente central de Bernini tenga un gesto de rechazo hacia la fachada de la iglesia de Borromini.  

En la plaza también encontramos el Palazzo Pamphili, actual embajada de Brasil, cuya galería fue pintada por Pietro da Cortona.

 

La gran cantante milanesa Ornella Vanoni, a la que ya le he dedicado algunos artículos en mi blog.

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Cartas de amor desde la Piazza di Spagna en Roma http://desdebarcelona.lacoctelera.net/post/2009/06/25/cartas-amor-desde-piazza-di-spagna-roma 2009-06-25T17:28:54+00:00  

La Piazza di Spagna o Plaza de España de Roma es un espacio urbano que por su estructura casi teatral se me antoja como uno de los mejores escenarios del mundo, con la Via Condotti muriendo a los pies de la barroca fontana della Barcaccia abriendo el primer acto, a continuación en una escena central y con gran protagonismo aparece la espectacular escalinata doble que asciende por la ladera que acaba rendida a los pies de la imagen de la fachada de la iglesia de Trinità dei Monti precedida de un altivo obelisco que la guarda, tras llegar al último acto y con toda la plaza dispuesta a nuestra contemplación, desde su mirador -casi un palco- admiramos unos de los más dulces y románticos atardeceres de Roma, inolvidable espectáculo. 

Aplausos, una rosa por toda su luz y millares de turistas a sus pies.   

Si en Catalunya un cantautor se ha destacado especialmente por divulgar y establecer vínculos entre la música italiana y la canción de autor propia, ese ha sido Joan Isaac, quien a lo largo de su trayectoria artística ha ido acercándose y dando a conocer a diversos autores italianos a través de su música, en numerosas colaboraciones tanto en su discografía como en participaciones en conciertos en Italia cantando con destacados artistas de la talla de Roberto Vecchioni, Mauro Pagani, Petra Magoni y Ferruccio Spinetti... además ha cantado a Paolo Conte, Sergio Endrigo, Fabrizio de Andrè, Sergio Bardotti, Sergio Secondiano Sacchi... destacando especialmente la relación de Joan Isaac con los integrantes del Club Tenco, a quienes dedica su delicioso tema Cala la nit a San Remo cantado a dúo con Lluís Llach en catalán y en italiano en sus discos De profundis (2006) y recuperado en Duets (2007) . 

En el mundo de la cançó también Núria Feliu grabó un LP con clásicos italianos bajo el título Amb cor i ànima en 1989 o también de gran interés es la relación entre Joan Manuel Serrat y la canción italiana durante todas su trayectoria y que ya reuní en un artículo hace algún tiempo: Italia canta a Serrat . Otros destacados artistas de la cançó como Maria del Mar Bonet o Lluís Llach también han tenido su pequeña historia de amor con la canción italiana.  

Hoy traigo la voz del cantautor Roberto Vecchioni nacido un 25 de junio de 1943 en la población de Carate Brianza (Lombardía), aunque sus orígenes son napolitanos, seguramente uno de los autores con más prestigio en la canción italiana. 
Y precisamente hoy que casualmente es su aniversario traigo su tema Le lettere d´amore (Las cartas de amor) (Chevalier de Pas - homenaje relectura de "Lettere alla fidanzata" de Álvaro de Campos, alter ego de Fernando Pessoa), tema publicado en los discos Il cielo capovolto (1995), Studio collection (1998), Le ballate (2003) e Il Contastorie (2005). Por su parte, Joan Isaac grabó este tema en catalán con el título  Les cartes d'amor contando con la colaboración del autor y lo incluyó en sus discos Joies robades (2002), Només han passat cinquanta anys (2004) y Duets (2007). 

Le lettere d´amore (Roberto Vecchioni)

Fernando Pessoa chiese gli occhiali
e si addormentò
e quelli che scrivevano per lui
lo lasciarono solo
finalmente solo...

Così la pioggia obliqua di Lisbona
lo abbandonò
e finalmente la finì di fingere fogli
di fare male ai fogli...

E la finì di mascherarsi dietro a tanti nomi,
dimanticando Ophelia
per cercare un senso che non c'è
e alla fine chiederle:
"Scusa se ho lasciato le tue mani,
ma io dovevo solo scrivere, scrivere
e scrivere di me..."

E le lettere d'amore,
le lettere d'amore
fanno solo ridere;
le lettere d'amore
non sarebbero d'amore
se non facessero ridere;
anch'io scrivevo un tempo lettere d'amore
anch'io facevo ridere;
le lettere d'amore, quando c'è l'amore,
per forza fanno ridere.

E costruì
un delirante universo senza amore
dove tutte le cose
hanno stanchezza di esistere
e spalancato dolore.

Ma gli sfuggì che il senso delle stelle
non è quello di un uomo,
e si rivide nella pena di quel brillare inutile,
di quel brillare lontano...

E capì tardi che dentro
quel negozio di tabaccheria
c'era più vita di quanta ce ne fosse
in tutta la sua poesia;
e che invece di continuare a tormentarsi
con un mondo assurdo
basterebbe toccare il corpo di una donna,
rispondere a uno sguardo...

E scrivere d'amore,
e scrivere d'amore
anche se si fa ridere
anche quando la guardi,
anche mentre la perdi
quello che conta è scrivere;
e non aver paura
non aver mai paura
di essere ridicoli;
solo chi non ha scritto mai
lettere d'amore
fa veramente ridere.

Le lettere d'amore,
le lettere d'amore,
di un amore invisibile;
le lettere d'amore
che avevo cominciato
magari senza accorgermi;
le lettere d'amore
che avevo immaginato,
ma mi facevan ridere
magari fossi in tempo,
se avessi ancora il tempo
per potertele scrivere...

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Perderse en Roma http://desdebarcelona.lacoctelera.net/post/2009/06/21/perderse-roma 2009-06-21T23:15:03+00:00

Desde los tiempos imperiales romanos todos los caminos conducen a Roma, pero lo más interesante una vez que se ha llegado a la ciudad eterna es perderse en ella, olvidarse de los caminos marcados y dejarse llevar por sus vivas esencias que van llenando los sentidos por las más diversas vías.

Si Stendhal se diagnosticó su reconocido síndrome ante la sobredosis de bellezas artísticas de la ciudad de  Florencia, sin duda la belleza de Roma podría haber sido igualmente causante de esas mismas sensaciones, seguramente muchos de sus visitantes entre los que me incluyo pueden sentir o haber sentido esa situación de borrachera inmensa tras la contemplación de tantas maravillas romanas.   
 
El mayor placer personal en la visita a Roma es -más allá de su inabarcable patrimonio artístico- callejear sin rumbo por sus viejas calles contemplando la vida pasar, los edificios y millones de detalles que no acabas nunca de contemplar y esos colores que tan bien la definen como ciudad, con su paleta única de ocres y tonos tierra, y con los reflejos de la luz en sus fachadas cambiantes en cada momento del día.   

Pasear por Roma es querer volver a recorrerla una vez más para seguir descubriéndola, así fue en mi tercera visita a la ciudad. La primera vez anduve por sus calles durante una semana en un primer acercamiento en los ya lejanos años 90, volví en la navidad de 2004 para seguir empapándome de sus encantos y finalmente en esta tercera visita cinco años después me ha vuelto a parecer una ciudad deliciosa aunque tal vez vista con otros ojos y bajo un sol de muy avanzada primavera que siempre hace más dificultoso el descansado paseo, quizá la mejor época del año para visitar Roma sea la primavera de abril y mayo (si fuera posible).

Aunque una buena parte de los hoteles se encuentran en los barrios más próximos a la ferroviaria estación de Termini, una buena idea es alojarse en los alrededores del área de Via del Corso o de la bella Piazza Navona para disfrutar su centro en la noche, en cualquier caso el centro histórico de la ciudad es bastante asequible a pie, o utilizando su potente flota de autobuses y taxis que conectan cualquier punto que nos pueda interesar conocer. 

 L'ultimo bacio (El último beso) es la canción que abre esta muestra de canción de autor italiana con la que acompaño mi experiencia romana, la autora e intérprete del tema es Carmen Consoli, una joven cantautora nacida en Catania en 1974 que se fue a vivir a Roma a los 15 años, su primer disco se edita en 1996, año en el que también participa en el Festival de Sanremo.

Consoli tiene un estilo de canción de autor que tal vez se acerca más al sonido rock, ha cantado en algunos escenarios españoles, por lo que es de las más conocidas cantautoras entre las nuevas generaciones, aunque no al nivel de los artistas más pop que sí tienen una difusión en los medios españoles, en los últimos años Eros Ramazzotti, Laura Pausini, Nek, Tiziano Ferro y poco más, si hablamos de canción de autor suenan Paolo Conte o Lucio Dalla, pero para conocer más hay que interesarse por el tema acercándose personalmente y buscar a los autores que no suenan en radios y televisiones, por suerte hoy internet hace la búsqueda mucho más fácil, es reconfortante ir descubriendo tesoros musicales por la red.
  
La canción L'ultimo bacio de Carmen Consoli formó parte de la banda sonora de la película del mismo título del director romano Gabriele Muccino en 2001 y fue incluida por Carmen Consoli en su CD Stato di necessità en el año 2000. Consoli ha grabado hasta el momento 6 discos de estudio y dos en directo, una voz muy sugerente que ha colaborado como autora o intérprete con artistas como Franco Battiato, Ornella Vanoni, Lucio Dalla o Angélique Kidjo, entre otros muchos, una interesante trayectoria para ir siguiendo en lo sucesivo. 

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Canción romana http://desdebarcelona.lacoctelera.net/post/2009/06/18/cancion-romana 2009-06-18T19:45:41+00:00 Inicio una serie de artículos centrados en observaciones personales relativas a mi reciente estancia en Roma, quiero en esos posts relacionar los comentarios y las imágenes que hablan de diferentes aspectos de la ciudad con canciones de autores italianos, dando eco a algunas voces, jóvenes y consagradas, que quizá algunos  todavía no conocéis o sí. 
Pero a modo de preludio hoy traigo una letra propia (sin música) inspirada en mi breve paso de tres días por la capital italiana, en mi tercera visita a la misma, bien provechosa. Adorno el artículo con fotos que realicé desde la terraza del hotel en el que me alojé, situado entre la Piazza Navona y el río Tíber, fotos que reflejan cierto horizonte romano.

Canción romana 

Despierta tras la cortina sé que me espera,
Abro de par en par las persianas y Roma 
se me entrega alegre en la mañana
Con destellos de su clara primavera
Que admiro al vuelo desde mi balcón.

Entra con su luz cálida de conquista
Abandonada a la sonora algarada
De un mar de vencejos y gaviotas
Combinada con un rugido de motores,
Latido urbano de diario, su viva orquesta.

Roma, ciudad de bellas fuentes eternas,
Bendito reino colmado de fuentes frescas
Que alegran por un momento la vida, 
Como sus rosas haciendo esquina vestidas
Hoy por las fragancias de un buen café.

Roma, ciudad de todos los ocres
Donde se sorprenden las miradas
Admiradas de su arte por doquier
En este viejo imperio adoquinado
Quemado al calor de tantos soles.

En sus duros estíos de deseada invasión
Bajo un pino va y disimula adormecida
Vencida sin caída por distraer la atención.
Aguas tiberinas y dulces colinas,
Via dei Coronari, cupulones...

Capillitas, fachadas y palacios,
Señores, curia y sotanas, Señoras,
Pobres en cruz y mil desheredados
Aguardan en perdidas callejuelas
Tu paso por su corazón romano.

Un paseo por Navona la bella,
Un instante en Piazza Mattei,
Dolce far niente en el Caffè della Pace
Y Roma ya está dentro de ti...
E Roma è adesso dentro di te.

Magari ti ritroverò
Nelle piccole piazze,
Canteranno le fontane vicino a te,
Ti ritroverò magari...
Roma è adesso dentro di te.

© Carlos Gracia Escarp
(texto y fotos)

 

 

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Katia Guerreiro: Fados color Amália http://desdebarcelona.lacoctelera.net/post/2009/06/10/katia-guerreiro-fados-color-amalia 2009-06-10T21:27:01+00:00  

Soy un enamorado de Portugal desde que visité Lisboa por vez primera en 1991, posteriormente en numerosas ocasiones he tenido la oportunidad de seguir conociendo muchos otros lugares del país y profundizando en su conocimiento, acercándome a su gente, su cultura y sus tradiciones.

Parece que no sabemos aprovechar la ventaja de la proximidad geográfica y cultural que debería fomentar el mutuo conocimiento entre nuestras diversas culturas, muchas veces parece que estemos más cerca de Helsinki que de Lisboa, dos pueblos que han sido pueblos de mar deberían estar mucho más cerca en cuanto a divulgación e interés por las culturas hermanas.

Con la intención de divulgar la cultura y los encantos turísticos de Portugal tiene lugar en Barcelona la tercera edición de la semana cultural que lleva por título "Portugal Convida 09", con variadas representaciones culturales que buscan ese acercamiento y la potenciación del turismo que permita ese mejor conocimiento de Portugal. 

El acto inaugural se abrió con un concierto de fado tradicional a cargo de la fadista Katia Guerreiro que llenó más allá de su capacidad física el marco histórico de la deliciosa Plaça del Rei de Barcelona. Fue un concierto delicioso con gran éxito de la fadista que recibió con emoción el cariño del público catalán y portugués presente en esa noche de fados barcelonesa. 

Katia Guerreiro en la Plaça del Rei de Barcelona, 8 de junio de 2009
Acto Inaugural "Portugal Convida 09"

Katia Guerreiro, canto
Paulo Valentim, guitarra portuguesa.
João Mário Veiga, guitarra clásica.
Rodrigo Serrão, bajo acústico.

Repertorio:
1. Asas (fado georgino) - Maria Luisa Baptista/Georgino de Sousa. De su CD Fado maior.
2. Rosa vermelha - José Carlos Ary dos Santos/Alain Oulman. De su CD Nas mãos do fado.
3. Incerteza (fado alberto) - João Mário Veiga/Miguel Ramos. De su CD Fado maior.
4. Fado dos olhos (fados das horas-pop) - Florbela Espanca/Carlos Ramos. De su CD Fado.
5. A cidade saudade (fado três bairros) - Rodrigo Serrão/Casimiro Ramos. De su CD Fado.
6. A voz da poesia - Katia Guerreiro/Rui Veloso. De su CD Fado.
7. Pranto de amor ausente - Paulo Valentim. De su CD Fado.
8. Vaga - Rodrigo Serrão. De su CD Tudo ou nada.
9. Maria Lisboa - David Mourão Ferreira/Alain Oulman. Lo cantó Amália Rodrigues.
10. Eu queria cantar-te um fado (fado Franklin de Sextilhas) - António de Sousa Freitas/Franklin Godinho. De su CD Fado. Lo cantó Amália Rodrigues.
11. Vodka e valium 10 (fado fé) - António Lobo Antunes/Armando Machado. De su CD Nas mãos do fado.
12. Barco negro - David Mourão Ferreira/Caco Velho-Piratini.  Lo cantó Amália Rodrigues.
13. Lisboa à noite. Fernando Santos/Carlos Dias. Lo cantó Amália Rodrigues.
14. Amor de mel, amor de fel - Amália Rodrigues/Carlos Gonçalves. De su CD Fado maior.
Bises:
15. Ponham flores na mesa (fado tango) - Fernando Tavares Rodrigues/Joaquim Campos Silva. De su CD Fado.
16. Havemos de ir a Viana - Pedro Homem de Mello/Alain Oulman. Lo cantó Amália Rodrigues. 

Para quien no tenga el gusto de conocer a Katia Guerreiro -nacida en Sudáfrica en 1976 aunque creció en las Azores y vive desde muy joven en Portugal- diremos que se inició profesionalmente como fadista en el año 2000, concretamente en un concierto en homenaje a Amália en el Coliseu de Lisboa. Guerreiro forma parte de esa sensacional generación joven de fadistas que siguiendo la estela internacional de los míticos Amália Rodrigues y Carlos do Carmo, principalmente, han exportado el fado que dentro de la etiqueta comercial "world music" se ha dado a conocer en todo el mundo. Dulce Pontes (uno de sus referentes), Mísia, Teresa Salgueiro (Madredeus), Mariza, Camané, Cristina Branco, Mafalda Arnauth, Ana Moura y Katia Guerreiro entre otros. 

De entre los artistas de la generación internacional de Katia Guerreiro es quizá una de las que más han seguido la tradición del fado clásico, sin mestizajes con otras músicas, también su presencia en escena representa la escenografía más tradicional y formal del género, gran parte del concierto canta con las manos enlazadas en su espalda y su voz trae aromas a la gran Amália Rodrigues, en el color de su personal canto y en buena parte de su repertorio -como se puede apreciar en el listado adjunto- cantando en homenaje a Amália algunos de sus históricos e inmortales fados. Algunos de los poetas que Guerreiro incluye en su repertorio son entre otros: Fernando Pessoa, Sophia de Mello Breyner, Vinicius de Moraes o António Lobo Antunes. En el concierto me encantó que Kátia Guerreiro diera gran relevancia a la presentación de cada tema y también a sus autores, un gesto que le honra como intérprete, también la propia artista ha compuesto la letra de alguno de sus fados. En su último disco incluye una canción en francés titulada Lisboa compuesta por Charles Aznavour y ha colaborado en duetos con  Maria Bethânia y Ney Matogrosso.   

Katia Guerreiro ya es una de las intérpretes de fado más reconocidas tanto en Portugal como en el resto del mundo, protagonizando giras en multitud de países, ya había cantado en otras ocasiones en la ciudad de Barcelona, en el Auditori del gaudiniano edificio de La Pedrera los días 16 y 17 de marzo de 2004 en el Festival de Artes e Letras y también en la mítica Sala Luz de Gas el 7 de mayo de 2006 dentro de la programación del Festival de Guitarra de Barcelona presentando su disco Tudo ou nada.

Katia Guerreiro ha grabado cuatro discos: Fado maior (2001), Nas mãos do fado (2003), Tudo ou nada (2005) y su más reciente Fado (2008), portada que abre este artículo.     

Fotos del concierto propias, excepto la última de vista general de la Plaça del Rei de Barcelona con el público en pie de la web de Katia Guerreiro.

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Miguel Poveda: Estreno de Coplas del querer en Sevilla http://desdebarcelona.lacoctelera.net/post/2009/06/09/miguel-poveda-estreno-coplas-del-querer-sevilla 2009-06-09T16:47:09+00:00

Miguel Poveda luce de estreno sus esperadas Coplas del querer en el Teatro Lope de Vega de Sevilla, a plena satisfacción por el trabajo realizado, lo hace con la tranquilidad de quien muestra el fruto del rigor en su labor artística realizada con máxima exigencia en su elaboración y compartiéndola con su público tras pulir hasta el último detalle de cada pieza del conjunto, al final resultan ser dieciocho perlas que ahora podemos disfrutar los aficionados -ya sumamos multitud- enamorados al instante de las Coplas del querer de Miguel Poveda.

LLORANDO CANALES

Dicen Los tientos del cariño: "...y después lloré canales al ver que con otro te fuiste de mi...",  porque en las coplas cuando se llora, se lloran canales, como también se llora  a canales por Carmen Amaya en La senda del viento.  Estas Coplas del querer han sido escogidas con acierto y buen gusto, en una selección realizada personalmente por el artista de entre las coplas que hablan de amores y desamores de manera pasional y desgarrada en el lenguaje tan propio del género, y que tantos años después de su creación vuelven a revivir en su voz renacidas casi como si fueran nuevas, las coplas de Poveda son otras coplas, coplas al gusto de Miguel Poveda y con sabor a Miguel Poveda.  

Coplas del querer es un disco excepcional por la brillante adaptación de esas viejas partituras gracias al buen hacer de Joan Albert Amargós, quien con sus arreglos contemporáneos lleva a cabo un trabajo de encaje artesano en cada una de las melodías vistiéndolas con nuevos sonidos más acordes al gusto del oyente actual, relevante en el conjunto es también la participación y los arreglos de guitarra con fundamento con el estilo inconfundible de Juan Gómez Chicuelo. Y como no, es un disco excepcional por el carácter único y diferente que Miguel Poveda imprime con su personal interpretación de las coplas, con su indisociable toque flamenco que va impreso en el personal estilo Poveda

Y es así ya cante flamenco, copla, bolero, tango argentino, fado, rancheras o cualquier género musical que le llegue al alma y transite por su destilería del cante, un proceso que tiene algo de mágico y que ofrece como desenlace demostraciones de puro arte. Con razón Pedro Almodóvar o Jesús Quintero dicen de él que es un superdotado del canto (y del cante), quizá un día no muy lejano en los diccionarios tengan que aceptar el neologismo Povedismo como descripción del don o capacidad artística de interpretar con arte géneros musicales de diferentes procedencias geográficas y de diversa raíz, quizá como sinónimo de versatilidad musical como intérprete.

CON DESGARRO, SENTIMIENTO Y ELEGANCIA FLAMENCA

Que en pleno siglo XXI un artista joven se decida a rendir homenaje a los autores y también a los intérpretes de la copla clásica, cantándoles y grabando de nuevo algunas coplas dice mucho del carácter independiente del mismo y también de su valentía artística, un eslabón más en la condición contracorriente que supone la personal trayectoria artística del cantaor de Badalona, como dice Elvira Lindo ganando su libertad sin renunciar a nada y venciendo todos los obstáculos en su camino.  Algún crítico podría decir que al fin y al cabo no dejar de ser un disco más de versiones de viejos temas fruto de la no evolución del género sin relevo generacional en cuanto a compositores, podría decirse no hay nuevas coplas, se acabó la copla, pero en este proyecto el detalle que marca la diferencia es la excelencia de la propuesta y la presentación final. En la interpretación de Miguel Poveda esas coplas vuelven a emocionar y a enamorar poniéndose al día musicalmente de la mano de Amargós, de Juan Gómez Chicuelo en los arreglos de guitarra y de Alberto Iglesias en la espectacular zambra A ciegas, completamente renovada que alcanza momentos casi hipnóticos.   

Tras una larga etapa en el desierto, el género de la copla pasó de moda bajo una losa que la identificaba como icono del franquismo, posteriormente no surgieron nuevos autores que dieran continuidad a la calidad de los maestros clásicos y a sus monumentos musicales reconocidos, autores que marcaron época como Quintero, León, Quiroga, Solano, Perelló, Mostazo, Ochaíta, Valverde, Valerio, Gallardo, Ortega... Autores que dieron vida y arte a las voces de Concha Piquer, Miguel de Molina, Angelillo, Imperio Argentina, Juana Reina, Estrellita Castro, Gracia Montes, Marifé de Triana, sin olvidar a los más flamencos: Antonio Mairena, Juanito Valderrama, Manolo Caracol, Pepe Pinto, Lola Flores, Rafael Farina, La Paquera de Jerez, La Niña de la Puebla, La Niña de los Peines, Pepe Blanco, Bernarda y Fernanda de Utrera, Chano Lobato, Antonio Molina, Dolores Abril...

Bambino, Isabel Pantoja y Rocío Jurado, entre otras figuras, marcaron con su estilo la transición entre los artistas de época y su renovación posterior protagonizada por Carlos Cano y Martirio principalmente, entre los cantautores Joan Manuel Serrat o Joaquín Sabina han mostrado su amor por el género que forma parte de su memoria musical y sentimental. Más tarde llegaría una nueva generación de artistas que seguiría reinventando la copla con más o menos empeño en sus respectivas carreras y de manera diversa, con cercanías varias al mundo del flamenco en algunos casos, en fin que la vieja copla parece que ha recobrado el pulso. Y en esas que llegó Miguel Poveda...

Hubo algunas muestras previas en la trayectoria artística de Miguel Poveda que giraron alrededor de la copla, como su Romance de valentía junto a Martirio, y alguna pieza en su discografía como las zambras de Suena flamenco, las coplerías La radio de mi madre en Tierra de calma, su versión de Te lo juro yo en Cante i orquestra, alguna Limosna de amores en directo junto a Isabel Pantoja y mucho afecto acumulado durante su vida por el mundo coplero. Para casar copla con flamenco Miguel Poveda lo tiene fácil, el flamenco como música de raíz de Poveda abrazando a la copla en su homenaje a doble cara en CD acercando aún más la copla a su universo flamenco, temas como ‘Mis tres puñales’ por bulerías, cantada anteriormente por Marifé de Triana, el tema ‘Ay hermanita’ de Rafael Farina, una copla no muy conocida que tiene continuamente parones para que luciera sus facultades, y a la que Amargós le ha hecho un arreglo más actual y cuando toca el quinteto va por tangos. El ‘Sere...Serenito’ es una rumba simpático que cantó nada menos que el gran Camarón de la Isla, ‘Los tientos del cariño’ van a tiempo de tientos, en  ‘Me da miedo de la luna’ de Miguel de Molina un compás de tanguillos. Finalmente el delicioso popurrí titulado ‘Coplas del querer‘ que hace las veces de cierre del disco está interpretado con la voz de Poveda y la guitarra de Chicuelo que empieza en tono de granaína con el ‘Dime que me quieres’, entra en una bulería muy lenta tipo Lole y Manuel con el ‘Y sin embargo te quiero’, pasa al mundo de la milonga flamenca con ‘Vino amargo’ y termina en la zambra más flamenca con ‘Esta pena mía’. 

A Miguel Poveda que simplemente recuperando las viejas coplas que escuchaba en la intimidad familiar no le sale otra cosa en 2009 que un gran monumento a la memoria del género, un disco que marcará el recuerdo de la copla en los años venideros y dará nueva vida a esas coplas poniéndolas de actualidad de nuevo. Canta algunas de todos conocidas, muy populares, como Ojos verdes o La bien pagá y otras poco conocidas y rescatadas del olvido que devolverán el reconocimiento perdido a autores y primeros intérpretes que las popularizaron en su día.  Miguel Poveda nos regala unas coplas que enamoran cantadas con desgarro, sentimiento y elegancia flamenca.            

Nota final: Este artículo irá creciendo en contenidos con las aportaciones de los povedistas, fotos, notas de prensa y crónicas tras el estreno de Coplas del querer los días 9 y 10 de junio de 2009 en el Teatro Lope de Vega de Sevilla

COPLAS DEL QUERER - TEATRO LOPE DE VEGA DE SEVILLA - 9 y 1O DE JUNIO DE 2009

 Músicos del Estreno en Sevilla: Acompañando a la voz de Miguel Poveda, Joan Albert Amargós al piano, Chicuelo a la guitarra, en el violín Olvido Lanza, al contrabajo Horacio Fumero, a la trompeta Julián Sánchez, a la batería Antonio Coronel, en las percusiones Paquito González, palmas Luis Cantarote y Carlos Grilo. Dirección de Escena: Pepa Gamboa.

 Management y contratación de Miguel Poveda: Anegro de Sevilla

Fotos  y cartel concierto: Sesión Coplas del querer por Maxi del Campo (para contacto y contratar visita su web fotográfica en flickr MAXI DEL CAMPO)  Ver toda la sesión de Coplas del querer. Sus fotos son una delicia, nadie retrata con más arte ni con más vida cada instante único de los caminos del cante de Miguel Poveda.

ESTRENO DE COPLAS DEL QUERER - INFORMATIVOS CANAL SUR - 9 DE JUNIO DE 2009

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